Tre domande che non hanno la stessa risposta

Nel video del 7 ottobre affrontiamo le consulenze sulle calzature, le comunicazioni interne ai RIS e gli accertamenti sui pedali della bicicletta. Qui approfondiamo un punto preciso: quando si parla di DNA, sangue e trasmissione dei risultati, si stanno ponendo tre domande diverse. Quale materiale è stato trovato? A chi è riconducibile il profilo genetico? Chi ha conosciuto e comunicato l’esito dell’analisi?

Per rispondere confrontiamo due atti disponibili nell’archivio: la consulenza tecnica RIS n. 3306–2007 e il verbale delle informazioni rese da Luciano Garofano il 25 settembre 2026. Il primo descrive metodi e valutazioni tecniche dell’epoca; il secondo registra domande e risposte su ricordi relativi a quegli accertamenti. La diversa natura dei documenti è essenziale: una dichiarazione resa molti anni dopo non sostituisce il dato di laboratorio.

Questo approfondimento non ricostruisce integralmente il processo e non attribuisce responsabilità penali. Le nuove notizie riportate nel video restano distinte da ciò che possiamo riscontrare direttamente nelle pagine qui indicate.

Il documento del 2007 distingue già due test per il sangue

A pagina 1 della consulenza, nella sezione “Ispezione dei reperti”, il RIS descrive separatamente una diagnosi generico-orientativa per il sangue e una diagnosi specifica per l’emoglobina umana. Per la prima indica il Combur; per la seconda il test Hexagon OBTI. Non sono presentati come due nomi per lo stesso accertamento.

La distinzione offre un criterio concreto per leggere le notizie: se una ricostruzione parla di un test positivo o negativo, occorre sapere quale test, su quale prelievo e in quale data. La sola parola “positivo” non contiene tutte queste informazioni. Il documento illustra inoltre la ricerca della saliva come ulteriore accertamento: anche questo mostra perché “traccia biologica” non identifichi automaticamente un unico materiale.

Attenzione però: pagina 1 è una descrizione dei metodi. Non dimostra, da sola, che tutti i test elencati siano stati eseguiti su ogni singolo campione. Per stabilire che cosa sia accaduto sui pedali bisogna trovare la scheda relativa a quel reperto, seguirne la sigla e confrontare gli esiti con i documenti successivi.

Consulenza RIS 3306–2007, pagina 1. Estratto della distinzione tra diagnosi orientativa e ricerca specifica dell’emoglobina umana.
Consulenza RIS 3306–2007, pagina 1. Estratto della distinzione tra diagnosi orientativa e ricerca specifica dell’emoglobina umana. Apri l’immagine per ingrandire.

DNA e natura della traccia: il contributo della fonte scientifica

Il National Institute of Standards and Technology distingue l’identificazione del tipo di materiale biologico dall’analisi che collega quel materiale a una persona attraverso il DNA. È il motivo per cui un profilo genetico e una diagnosi di sangue rispondono a quesiti differenti. Un risultato sull’uno non va trasformato automaticamente in una risposta sull’altra.

Questa fonte scientifica aiuta a comprendere il metodo; non ha esaminato i reperti di Garlasco e non risolve la controversia del caso. Applicare una distinzione generale serve proprio a formulare meglio la verifica documentale, evitando di far dire alla fonte più di quanto sostenga.

Anche il luogo del prelievo cambia il significato del dato

A pagina 153 della stessa consulenza, nella discussione sulle scarpe di Alberto Stasi, Marino precisa che i prelievi furono eseguiti sulle suole esterne e non sulle solette interne. Nello stesso passaggio distingue il possibile rinvenimento di residui biologici dell’utilizzatore dall’assenza di tracce ematiche della vittima sulle suole, secondo la valutazione riportata dal consulente.

Questo punto riguarda le scarpe, non i pedali. Accostarlo al dibattito sulla bicicletta non consente di trasferire un risultato da un oggetto all’altro. Aggiunge invece una regola di lettura: per confrontare due affermazioni bisogna prima controllare che parlino della stessa superficie e dello stesso campione. “Le analisi erano negative” è una formula troppo larga se non specifichiamo a che cosa si riferisce.

Anche le misure di una calzatura richiedono la stessa precisione nel confronto. Nel video si discutono piede, suola e soletta: sono oggetti di misurazione differenti. Non riproduciamo qui i valori delle consulenze più recenti come se fossero stati verificati sugli atti integrali; quel confronto richiede le relative relazioni complete.

Che cosa dichiara Garofano nel verbale del 25 settembre 2026

La prima domanda del verbale richiama il campione Bu_p, i pedali della bicicletta e la giornata del 19 settembre 2007. Garofano risponde di non avere un ricordo preciso; ritiene che Marino lo abbia informato in quanto comandante, ma non sa indicare come e quando. La premessa contenuta nella domanda va distinta dalla conoscenza personale espressa nella risposta.

Sempre a pagina 1, interrogato sulla relazione del 24 settembre, dichiara di non ricordare di avere visionato o commentato gli elettroferogrammi. Descrive in termini generali il proprio ruolo nella trasmissione degli atti letti, senza ricostruire uno specifico passaggio. A pagina 2, sulla comunicazione alla dottoressa Muscio, risponde: “Verosimilmente io, non ricordo quando”. Alla domanda sul ricordo di altri elettroferogrammi successivi al 19 settembre, relativi allo stesso reperto, risponde negativamente.

Il verbale documenta queste risposte. Non dimostra da solo che una comunicazione sia avvenuta o non sia avvenuta, né identifica una volontà di occultamento. Il passaggio utile dell’incrocio tra gli atti è proprio questo: la consulenza mostra che cosa viene formalizzato sul piano tecnico; il verbale mostra quali ricordi il dichiarante riferisce nel 2026. Per ricostruire il percorso dell’informazione servono anche date di deposito, ricevute, allegati e comunicazioni originali.

Verbale del 25 settembre 2026, pagina 2. Le risposte sulla comunicazione alla PM e sul ricordo di ulteriori elettroferogrammi; firme escluse dall’estratto.
Verbale del 25 settembre 2026, pagina 2. Le risposte sulla comunicazione alla PM e sul ricordo di ulteriori elettroferogrammi; firme escluse dall’estratto. Apri l’immagine per ingrandire.

Come verificare la notizia di un risultato non comunicato

Nel segmento finale del video viene riferita una notizia giornalistica su accertamenti e appunti interni. Per trasformare quella ricostruzione in un riscontro diretto occorre confrontare l’appunto originale con la sigla del campione, la data dell’esame, la relazione depositata e i suoi allegati. Bisogna inoltre distinguere l’assenza di un’informazione in un singolo documento dall’assenza dell’informazione nell’intero fascicolo.

È un controllo che può cambiare la portata della notizia: due esiti apparentemente in contrasto potrebbero riguardare prelievi differenti; un allegato potrebbe contenere un dato non ripetuto nel corpo della relazione. Sono possibilità da verificare, non spiegazioni già accertate di ciò che è successo a Garlasco.

Le due fonti giudiziarie esaminate qui non bastano a stabilire tutte le circostanze riferite nel video sulle mail del 2008 e sugli accertamenti ulteriori. Per questo non le presentiamo come conclusioni raggiunte da questo articolo. Il valore del confronto è rendere visibile il passaggio che manca tra la notizia, il documento e l’attribuzione di una responsabilità.

Il video da cui parte l’approfondimento

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I documenti integrali seguono le condizioni di accesso dell’archivio. Gli estratti e questo approfondimento sono leggibili liberamente.